In questi luoghi vi è un’atmosfera rarefatta…

    14 - 7 - 2009
Agosto 2007

In questi luoghi vi è un’atmosfera rarefatta. Quando sono in Svezia, nei boschi di Grithyttan, a volte ho la sensazione di essere sul punto di capire qualcosa dell’esistenza. Essere sul punto di capire, è una sorta di subintuizione.
Questo livello di subintuizione forse è una sorta di sublimazione del senso titanico con cui la natura nordica ci inonda in modo vigoroso e tagliente. Questa natura così rarefatta e maestosa, intatta nel suo essere dolce e al contempo ostile, regala degli attimi autentici. La semplicità delle abitudini, il codice di adattamento alla natura si srotola con un ritmo lento ed inesorabile.

Molti aspetti concorrono a questa sensazione che mi avvolge quando sono qui. La natura è lenta nel suo emergere dal torpore invernale. Il silenzio domina il paesaggio, assoluto ed estremamente eloquente per chi non è abituato alla sua presenza. Gli animali discreti e schivi. Raccogliere le bacche per la colazione, una passeggiata al pontile per vedere la luna e ascoltare il silenzio.

Alcuni giorni fa è morto Bergman, a Fårö, a nord di Gotland. Penso che lui sia stato grande nell’averci regalato proprio questo, delle belle interpretazioni di questo senso di subintuizione che talvolta il mondo ci dona. Mi viene da ricordare il film che rividi a Fårö prima di incontrare Bergman, “come in uno specchio” in cui quattro personaggi riempiono una scena religiosamente vuota. Assolutamente protestante nel rigore dei suoi arredi essenziali. Una scena riempita dalla luce del sole, proveniente dal mare, che radente nelle lunghe notti del “midsommar” (mezza estate) scandinavo scolpisce i personaggi. Una luce solstiziale che rende la scansione temporale un continuum in cui il giorno segue al giorno. Il risveglio nel cuore della notte inondati dalla luce dell’alba, guardare dalla finestra, scrivere alcune frasi su un foglio di carta, tutto assume una valenza differente. E in questo scenario al di là del tempo, le vicende umane nella loro assoluta incoerenza si snodano e intrecciano dando vita al teatro della vita. Avere l’impressione di avvicinarsi alla possibilità di cogliere l’esistenza nella sua semplice evidenza senza arzigogoli e superfetazioni. Essere sul punto di capire, una sub-intuizione dell’esistenza. Forse questo è il massimo che ci è concesso come umani.

DVILIVS

Articolo di del 14 - 7 - 2009 pubblicato in Progetti, Svezia

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