Fafnir
AtelierFORTE dal 21 al 28 settembre è alla Triennale di Milano con l’opera Fafnir, il drago della mitologia norrena. La scultura in ferro e legno, alta 5 metri e lunga 12, custodisce all’interno della sua pancia il tesoro di Bomisa, azienda leader nella produzione di marchi e bottoni, che in questa occasione festeggia i 90 anni di attività. Video – Foto
Nella mitologia norrena Fafnir è figlio del re nano Hreidmar e fratello di Regin e Otr, Fafnir è dotato di un braccio potentissimo e di uno spirito coraggioso, è il più impavido e aggressivo dei tre fratelli. Iniziati alle arti magiche dal padre, i ragazzi si divertivano ad assumere l’aspetto di vari animali. Un giorno Otr, che amava nuotare, si trasformò in lontra e il dio Loki, accompagnato dal padre degli dei Odino, per sbaglio lo uccise.
Il padre Hreidmar, appresa la disgrazia, pretese dagli dei una ricompensa per la morte del figlio: una quantità d’oro sufficiente a ricoprire la pelle di lontra uccisa. La pelle di lontra in questione però era magica, ed estendendosi, l’oro degli dei non bastava mai. Quindi Odino mandò Loki, tra gli dei il più astuto e malvagio, dal nano Andvari, possessore di un anello in grado di generare continuamente ricchezze. Loki costrinse con la forza Andvari a cedergli i propri tesori e l’anello, ma il nano, prima di separarsene, vi impose un maleficio che causava la rovina di chi lo avrebbe indossato.
Loki quindi portò la ricompensa dall’avaro Hreidmar, il quale si ritenne soddisfatto. I due suoi figli, desiderosi di mettere le mani sul nuovo tesoro del padre, appena vennero a conoscenza dell’anello magico uccisero il padre per impossessarsene, e Fafnir, più violento e forte di Regin, decise di cacciare il fratello e tenersi tutto per sé. A quel punto Fafnir, saccheggiando il misterioso armamentario paterno, si impadronì della spada, l’invincibile Hrotti e, portando con sé la pesantissima pelle di lontra colma del tesoro, si rifugiò nelle oscure contrade di Gnita.
Qui, con circospezione, si scavò una tana profonda nella roccia e, recitando arcane formule, si trasformò in un drago che lanciava lingue di fuoco dalle narici e dalle fauci. Da quel momento, accovacciato sulla pelle di lontra, Fafnir non si allontanò mai dal tesoro, tenendo alla larga chiunque osasse passare per quelle terre.
Solo molti anni dopo, il giovane Sigfrido, figlio del re Sigmund e cresciuto con gli insegnamenti di Regin, uccise il drago Fafnir e si impossessò del tesoro, dell’anello e della capacità, comune in tutti i draghi, di comprendere il linguaggio degli animali.
In Norse mythology, Fáfnir (Old Norse and Icelandic) or Frænir was a son of the dwarf king Hreidmar and brother of Regin and Ótr. In theVolsunga saga, Fáfnir was a dwarf gifted with a powerful arm and fearless soul. He guarded his father’s house of glittering gold and flashing gems. He was the strongest and most aggressive of the three brothers.
After Ótr was killed by Loki, Hreidmar received the cursed gold of Andvari’s as repayment for the loss of his son. Fáfnir and Regin then killed their father to get the gold, but Fáfnir decided he wanted it all, turning into a dragon (symbol of greed). Regin then sent his foster-son, Sigurd, to kill the dragon. Sigurd succeeded by digging a pit under the trail Fáfnir used to walk to a stream and plunging his sword Gram into his heart as he walked past. Regin, however, corrupted by the curse on Andvari’s gold, planned to kill Sigurd to take the treasure for himself, but Sigurd, having eaten part of Fáfnir’s cooked heart, was warned by birds of Regin’s attack and ended up killing him. http://en.wikipedia.org/wiki/Fafnir


